venerdì 6 luglio 2012

Sud Etnic Restaurant & Amnesty Caserta

Vi aspettiamo stasera, alle ore 21, per un concerto in onore della "Giornata Internazionale del rifugiato". Una serata di solidarietà, di musica Rock Acustico e ottimo cibo nel grande giardino del S U D Etnic Restaurant - Steak House - Cucina Mediterranea.

Una serata in collaborazione con "Amnesty Caserta" e con il grande Rock Acustico degli "OLD STREET RUNNERS".

Il Gruppo di Amnesty Caserta sarà presente al concerto con un banchetto dove sarà possibile firmare la petizione sugli accordi Italia-Libia, ricevere informazioni e risposte su tutte le campagne e petizioni, ritirare del materiale informativo e sapere come diventare attivisti!!!

Vi aspettiamo numerosi al


Sud Etnic Hall - via Galatina 138 - San Clemente (CE)


giovedì 3 maggio 2012

Documentario "Mare Chiuso" di Segre a Casagiove con il GR113

Salve a tutti!
Martedì 8 maggio alle ore 20:30 si terrà un evento meraviglioso al Cineclub Vittoria di Casagiove (CE). Sarà trasmesso il film "Mare chiuso" del regista Andrea Segre che già ha svegliato le coscienze degli attivisti di AI con il film/documentario "Il sangue verde" (che come ricorderete era patrocinato da Amnesty International).
Ovviamente grazie alla pronta collaborazione del cineclub, il gruppo 113 di Caserta di Amnesty International sarà presente all'evento e vi saranno attivisti del gruppo con un banchetto pronti per raccogliere tutto il sostegno possibile per le cause di Amnesty International. La presenza di Amnesty è garantita dalle ore 20.00 quindi che aspettate? Segnate questa data in agenda... per passare una serata meravigliosa all'insegna dei diritti umani!
 
Sia prima che dopo la proiezione, Il Gruppo distribuirà materiale informativo sulle Campagne di Amnesty, sulle azioni, sulle petizioni, per raccogliere firme e su come diventare attivisti! Vi aspettiamo :)

sabato 25 febbraio 2012

Sentenza della Corte europea sui respingimenti in Libia: una "pietra miliare" per Amnesty International, che torna a chiedere che gli accordi con Tripoli siano basati sui diritti umani

Amnesty International ha definito "una pietra miliare" la sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Hirsi Jamaa e altri contro l'Italia.

Il caso riguarda 11 cittadini somali e 13 cittadini eritrei che facevano parte di un gruppo di circa 200 persone intercettate in mare dalle autorità italiane e respinti direttamente in Libia, senza che fosse stata valutata la loro necessità di protezione internazionale: una delle operazioni di intercettamento e rinvio in Libia eseguita dalle autorità italiane nel 2009, a seguito dell'accordo bilaterale tra Italia e Libia allora in vigore.

Secondo i ricorrenti, la decisione dell'Italia era incompatibile con gli articoli 3 (sulla proibizione di tortura e di trattamenti disumani e degradanti) e 13 (sul diritto a un rimedio efficace) della Convenzione europea sui diritti umani (Cedu) e con l'articolo 4 del Quarto protocollo alla Convenzione stessa (sul divieto di espulsioni collettive).

La Corte ha giudicato che l'Italia stava esercitando la sua giurisdizione quando trasferì su una nave le persone intercettate respingendole verso la Libia. All'unanimità, ha stabilito che l'Italia ha violato l'articolo 3 della Cedu poiché i ricorrenti furono esposti al rischio di essere sottoposti a maltrattamenti in Libia e di essere rimpatriati in Somalia ed Eritrea; che vi è stata violazione dell'articolo 4 del Quarto Protocollo alla Cedu; che vi è stata violazione dell'articolo 13 della Cedu, combinato con l'articolo 3, e dell'articolo 13 della Cedu combinato con l'articolo 4 del Quarto Protocollo alla Cedu.

domenica 26 giugno 2011

Domenica 26 giugno a Pesaro il premio "Cinema e diritti umani"

Si svolgerà domenica 26 giugno a Pesaro, nell'ambito della 47a Mostra internazionale del nuovo cinema Pesaro, la cerimonia di consegna del premio "Cinema e diritti umani" di Amnesty International.

La giuria del premio, giunto alla sua quinta edizione, è composta da Gianfranco Cabiddu (presidente), Sonya Orfalian, Riccardo Giagni, Antonello Grimaldi e Riccardo Noury.

Come ogni anno, attiviste e attivisti di Amnesty International sensibilizzeranno il pubblico presente alla rassegna, proponendo la sottoscrizione di appelli e invitando a donare e iscriversi all'organizzazione per i diritti umani che celebra quest'anno il suo 50° anniversario.

Nel corso delle serate della rassegna di Pesaro, viene proiettata in prima assoluta per l'Italia "Gli invisibili", una serie di cortometraggi diretti e prodotto da Gael García Bernal, insieme ad Amnesty International, sul viaggio di centinaia di migranti dal confine tra il Guatemala e il Messico sulla via per gli Stati Uniti.

giovedì 19 maggio 2011

Messico: migranti in condizioni spaventose


Migrante salta da un vagone, stato del Chiapas, Messico © Hauke Lorenz
Martedì 17 maggio, la polizia del Chiapas, sud del Messico, ha intercettato due camion che trasportavano 513 migranti, incluse 32 donne e quatto bambini, provenienti dall'America Centrale, dai Caribi e dall'Asia. I migranti erano stipati nei rimorchi in condizioni squallide, il che sottolinea ancora una volta la mancanza di un'adeguata protezione delle migliaia di persone che cercano di attraversare il paese ogni anno.

La procura di stato ha annunciato che sei persone, compresi i conducenti, sono state arrestate perché sospettate di tratta di persone.
"Sebbene sia positivo che le autorità messicane abbiano intercettato questi camion e avviato un'indagine, le terribili condizioni che i migranti devono sopportare mettono in evidenza la vulnerabilità di decine di migliaia di migranti irregolari che attraversano il Messico ogni anno" - ha dichiarato Susan Lee, direttrice del Programma Americhe di Amnesty International.

"Le autorità messicane devono fare di più per proteggere le tante persone che affrontano uno dei viaggi più pericolosi al mondo nella speranza di trovare una vita migliore".

Secondo fonti ufficiali, i migranti dovevano arrivare negli Usa, dove ciascuno aveva accettato di pagare 7000 dollari al loro presunto trafficante.

I migranti hanno sofferto per la mancanza di aria e acqua durante il viaggio, viste le condizioni di sovraffollamento dei camion che trasportano rispettivamente 240  e 273 persone.

Decine di migliaia di migranti irregolari attraversano il Messico ogni anno e subiscono diverse violazioni dei diritti umani da parte di bande criminali organizzate, inclusi sequestri, minacce e aggressioni.

Secondo Amnesty International, molti subiscono abusi anche da parte delle autorità messicane, compresi l'uso eccessivo della forza e le detenzioni arbitrarie. Non avendo uno status legale, è molto difficile per i migranti ottenere che le loro denunce siano effettivamente esaminate e raramente i responsabili delle violazioni vengono chiamati a risponderne.

L'organizzazione per i diritti umani ha sollecitato le autorità messicane federali a predisporre un'unità per coordinare azioni allo scopo di proteggere i migranti irregolari in Messico e portare di fronte alla giustizia i responsabili delle violazioni dei diritti umani.

"I migranti irregolari devono essere in grado di denunciare le violazioni senza paura di essere espulsi o rimpatriati, le autorità messicane dovrebbero raccogliere e pubblicare dati ufficiali precisi riguardanti le violazioni dei diritti umani dei migranti, incluse le morti violente e le denunce di persone scomparse. Solo con uno sforzo serio e coordinato le autorità messicane potranno proteggere i migranti dalle tante minacce che devono affrontare" - ha concluso Lee.
 

sabato 2 aprile 2011

Lampedusa diventa un incubo per i migranti africani

Di Charlotte Phillips, della delegazione di Amnesty International a Lampedusa

La negligenza delle autorità italiane ha trasformato Lampedusa in un centro di crisi umanitaria.
Negli ultimi mesi, migliaia di tunisini, soprattutto ragazzi, si sono ritrovati abbandonati su questa piccola isola, dopo aver lasciato un paese abbattuto dalla povertà e in piena rivolta politica.
Qui a Lampedusa non ci sono docce, bagni, ripari. Circa  4000 persone dormono come capita, per terra, sulla spiaggia, senza neanche una coperta che possa riscaldarli. I più fortunati si sono organizzati con tende fatte di sacchi per la mondezza che hanno recuperato in giro.
Nonostante gli sforzi delle agenzie umanitarie sul posto, la maggior parte dei tunisini resta priva di accesso ai servizi più elementari.
Le agenzie umanitarie forniscono tre volte al giorno un piatto di pasta e pane, dentro una busta di plastica, con due piatti di carta. Abbiamo ascoltato le voci di persone che hanno fame. Ovunque, rifiuti, dato che non ci sono raccoglitori dove deporli.
Un ragazzo tunisino di 23 anni dice: "Le condizioni qui a Lampedusa sono miserabili. Non mi faccio una doccia da cinque giorni e sono costretto a fare i miei bisogni di fronte a migliaia di persone".
Nonostante questo quadro agghiacciante, ognuno qui rimane calmo e si adatta alla situazione, compresi gli abitanti di Lampedusa che hanno reagito con incredibile solidarietà e generosità. Un'anziana donna sull'uscio di casa dice: "Sto dalla parte di questi ragazzi e penso alle loro madri, che in questo momento devono essere preoccupate per loro".
Finora, la risposta delle autorità italiane è stata pessima. Il presidente del Consiglio ha visitato Lampedusa mercoledì scorso e ha annunciato che la crisi sarebbe stata risolta in due giorni. Non è ancora chiaro, però, dove le persone saranno trasferite e quale sarà lo status giuridico dei centri destinati ad accoglierli.

Ascolta l’intervista (in Inglese) a Charlotte Phillips della delegazione di Amnesty International a Lampedusa cliccando qui

giovedì 31 marzo 2011

Lampedusa, Amnesty International: migliaia di persone in condizioni "agghiaccianti”

italy_lampedusa_300 Una delegazione di Amnesty International presente sull'isola di Lampedusa ha affermato oggi che migliaia di persone, molte delle quali hanno lasciato il Nord Africa a seguito delle recenti rivolte, sono lasciate in condizioni "agghiaccianti". Questa è la valutazione fatta dalla delegazione dell'organizzazione per i diritti umani, mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si impegnava a "liberare Lampedusa in 48-60 ore".
A Lampedusa si trovano attualmente circa 6000 cittadini stranieri, per la maggior parte provenienti dalla Tunisia.
"Il governo italiano deve immediatamente affrontare questa crisi umanitaria, che è stata causata dal non aver predisposto in modo ordinato e tempestivo i trasferimenti da Lampedusa verso altre strutture in Italia" - ha dichiarato Anneliese Baldaccini, componente della delegazione di Amnesty International inviata sull'isola.
Circa 22.000 persone sono arrivate a Lampedusa nelle ultime settimane e molte sono state già trasferite altrove in Italia.
A molte delle persone che si trovano a Lampedusa, come verificato dalla delegazione di Amnesty International, non è stata fornita l'assistenza umanitaria di base, come un riparo, cure mediche, stuoie, coperte e accesso a servizi igienico - sanitari. Migliaia continuano a dormire all'aperto. Il sistema di esame individuale per accertare potenziali bisogni di protezione è al collasso.
"I bisogni individuali di tutte le persone che raggiungono l'Italia devono essere esaminati in modo adeguato. A queste persone dev'essere garantito l'accesso a procedure effettive ed eque di asilo, ciò che non risulta al momento possibile a Lampedusa a causa della situazione caotica" - ha affermato Baldaccini.
Inoltre, le autorità italiane non dovrebbero presumere che le persone che arrivano a Lampedusa siano necessariamente migranti economici.
Le autorità italiane hanno annunciato l'imminente trasferimento, altrove in Italia, di tutti i cittadini stranieri rimasti a Lampedusa. Amnesty International le ha sollecitate a chiarire dove queste persone saranno trasferite e quale status giuridico avranno le strutture che si prevede le ospiteranno.
"Le autorità italiane devono tener fede ai loro obblighi internazionali sui diritti umani. Ciò significa venire incontro agli immediati bisogni di queste persone e desistere da espulsioni collettive o rimpatri sommari" - ha concluso Baldaccini.

sabato 19 febbraio 2011

giovedì 17 febbraio 2011

Amnesty International sollecita l'Italia a farsi carico della "emergenza" dei migranti tunisini

Amnesty International ha sollecitato le autorità italiane ad affrontare i bisogni umanitari di migliaia di migranti e richiedenti asilo provenienti dalla Tunisia a seguito delle recenti tensioni politiche.
Oltre 5000 migranti sono giunti sull'isola di Lampedusa, secondo quanto dichiarato dalle autorità, che hanno definito questa situazione una "emergenza umanitaria", a fronte della quale il ministro degli Affari esteri ha suggerito che l'Italia e altri paesi dell'Unione europea dovrebbero "fermare l'ondata tunisina". Nel frattempo, è stato rafforzato il pattugliamento marittimo lungo le coste italiane.
Lunedì notte, secondo le notizie pervenute, la guardia di finanza italiana ha aperto il fuoco contro un'imbarcazione con a bordo migranti e richiedenti asilo egiziani, ferendo il pilota.
"Una 'emergenza umanitaria' richiede una risposta umanitaria, non una risposta del tipo 'legge e ordine'" - ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. "Ciò significa che le imbarcazioni che trasportano migranti e richiedenti asilo provenienti da Tunisia, Egitto e altri paesi nordafricani, non devono essere rimandate indietro. Ogni persona in arrivo dev'essere trattata con dignità, garantendole assistenza e accesso a un'equa procedura d'asilo".
Ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all'aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa.
L'Italia ricorre regolarmente alla detenzione dei migranti irregolari e in passato ha proceduto a espulsioni di massa, in violazione del diritto internazionale.
"La detenzione dev'essere considerata l'ultima opzione, non una risposta automatica. Nessuno dev'essere rimandato indietro prima che gli sia stata data la possibilità di spiegare la sua situazione e chiarirne le circostanze. In ogni caso, non devono esserci espulsioni forzate di massa" - ha aggiunto Duckworth.
Frontex, l'agenzia dell'Unione europea per la sicurezza della frontiera esterna, ha accettato la richiesta italiana d'assistenza per fermare gli arrivi dei migranti dal Nord Africa.
"Il principale obiettivo di qualunque pattugliamento in acque nazionali o internazionali, svolto dall'Italia, dalla Tunisia o da qualsiasi altro soggetto come Frontex, dovrebbe essere quello dell'incolumità e della sicurezza delle persone trovate in mare" - ha aggiunto Duckworth.

martedì 15 febbraio 2011

In migliaia lasciano la Tunisia. Amnesty International sollecita l'Italia a proteggere i diritti umani dei migranti

Amnesty International ha sollecitato le autorità dell'Italia e l'Unione europea a proteggere i diritti umani di migliaia di migranti provenienti dalla Tunisia e diretti verso l'isola di Lampedusa o la terraferma italiana.
Oltre 4000 persone sono arrivate in Italia negli ultimi giorni, all'indomani delle tensioni politiche in Tunisia. In passato, vi sono state molte denunce relative a richiedenti asilo provenienti da paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cui diritti umani sono stati violati in Italia.
"Mentre abbiamo presente la sfida costituita dalla gestione di flussi migratori misti e molto ampi, le autorità competenti devono assicurare che non si verifichino altri episodi in cui i diritti umani dei richiedenti asilo siano violati" - ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa ed Asia centrale di Amnesty International. "Le autorità competenti devono assicurare che chi intende chiedere asilo politico sia in grado di accedere a procedure d'asilo eque e soddisfacenti sul territorio e sia informato dei suoi diritti".
"Nessuno dovrebbe essere rinviato con la forza verso un paese dove sia a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani o senza un'adeguata valutazione delle circostanze e delle necessità di protezione. Ogni decisione di porre in stato di detenzione una persona dovrebbe essere presa su base individuale".

Ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all'aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa.
Le autorità italiane hanno definito il recente afflusso di migranti "un'emergenza umanitaria" e hanno pubblicamente chiesto all'Unione europea, attraverso l'agenzia Frontex, assistenza per fermare gli arrivi dal Nord Africa.
Il ministro degli Affari Esteri ha annunciato il rafforzamento dei pattugliamenti lungo le coste italiane insieme a meccanismi "che fino a un mese fa avevano portato a zero l'immigrazione clandestina".