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Sud Etnic Hall - via Galatina 138 - San Clemente (CE) |
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La negligenza delle autorità italiane ha trasformato Lampedusa in un centro di crisi umanitaria.
Negli ultimi mesi, migliaia di tunisini, soprattutto ragazzi, si sono ritrovati abbandonati su questa piccola isola, dopo aver lasciato un paese abbattuto dalla povertà e in piena rivolta politica.
Qui a Lampedusa non ci sono docce, bagni, ripari. Circa 4000 persone dormono come capita, per terra, sulla spiaggia, senza neanche una coperta che possa riscaldarli. I più fortunati si sono organizzati con tende fatte di sacchi per la mondezza che hanno recuperato in giro.
Nonostante gli sforzi delle agenzie umanitarie sul posto, la maggior parte dei tunisini resta priva di accesso ai servizi più elementari.
Le agenzie umanitarie forniscono tre volte al giorno un piatto di pasta e pane, dentro una busta di plastica, con due piatti di carta. Abbiamo ascoltato le voci di persone che hanno fame. Ovunque, rifiuti, dato che non ci sono raccoglitori dove deporli.
Un ragazzo tunisino di 23 anni dice: "Le condizioni qui a Lampedusa sono miserabili. Non mi faccio una doccia da cinque giorni e sono costretto a fare i miei bisogni di fronte a migliaia di persone".
Nonostante questo quadro agghiacciante, ognuno qui rimane calmo e si adatta alla situazione, compresi gli abitanti di Lampedusa che hanno reagito con incredibile solidarietà e generosità. Un'anziana donna sull'uscio di casa dice: "Sto dalla parte di questi ragazzi e penso alle loro madri, che in questo momento devono essere preoccupate per loro".
Finora, la risposta delle autorità italiane è stata pessima. Il presidente del Consiglio ha visitato Lampedusa mercoledì scorso e ha annunciato che la crisi sarebbe stata risolta in due giorni. Non è ancora chiaro, però, dove le persone saranno trasferite e quale sarà lo status giuridico dei centri destinati ad accoglierli.
Ascolta l’intervista (in Inglese) a Charlotte Phillips della delegazione di Amnesty International a Lampedusa cliccando qui
Una delegazione di Amnesty International presente sull'isola di Lampedusa ha affermato oggi che migliaia di persone, molte delle quali hanno lasciato il Nord Africa a seguito delle recenti rivolte, sono lasciate in condizioni "agghiaccianti". Questa è la valutazione fatta dalla delegazione dell'organizzazione per i diritti umani, mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si impegnava a "liberare Lampedusa in 48-60 ore".
A Lampedusa si trovano attualmente circa 6000 cittadini stranieri, per la maggior parte provenienti dalla Tunisia.
"Il governo italiano deve immediatamente affrontare questa crisi umanitaria, che è stata causata dal non aver predisposto in modo ordinato e tempestivo i trasferimenti da Lampedusa verso altre strutture in Italia" - ha dichiarato Anneliese Baldaccini, componente della delegazione di Amnesty International inviata sull'isola.
Circa 22.000 persone sono arrivate a Lampedusa nelle ultime settimane e molte sono state già trasferite altrove in Italia.
A molte delle persone che si trovano a Lampedusa, come verificato dalla delegazione di Amnesty International, non è stata fornita l'assistenza umanitaria di base, come un riparo, cure mediche, stuoie, coperte e accesso a servizi igienico - sanitari. Migliaia continuano a dormire all'aperto. Il sistema di esame individuale per accertare potenziali bisogni di protezione è al collasso.
"I bisogni individuali di tutte le persone che raggiungono l'Italia devono essere esaminati in modo adeguato. A queste persone dev'essere garantito l'accesso a procedure effettive ed eque di asilo, ciò che non risulta al momento possibile a Lampedusa a causa della situazione caotica" - ha affermato Baldaccini.
Inoltre, le autorità italiane non dovrebbero presumere che le persone che arrivano a Lampedusa siano necessariamente migranti economici.
Le autorità italiane hanno annunciato l'imminente trasferimento, altrove in Italia, di tutti i cittadini stranieri rimasti a Lampedusa. Amnesty International le ha sollecitate a chiarire dove queste persone saranno trasferite e quale status giuridico avranno le strutture che si prevede le ospiteranno.
"Le autorità italiane devono tener fede ai loro obblighi internazionali sui diritti umani. Ciò significa venire incontro agli immediati bisogni di queste persone e desistere da espulsioni collettive o rimpatri sommari" - ha concluso Baldaccini.
Amnesty International ha sollecitato le autorità italiane ad affrontare i bisogni umanitari di migliaia di migranti e richiedenti asilo provenienti dalla Tunisia a seguito delle recenti tensioni politiche.
Oltre 5000 migranti sono giunti sull'isola di Lampedusa, secondo quanto dichiarato dalle autorità, che hanno definito questa situazione una "emergenza umanitaria", a fronte della quale il ministro degli Affari esteri ha suggerito che l'Italia e altri paesi dell'Unione europea dovrebbero "fermare l'ondata tunisina". Nel frattempo, è stato rafforzato il pattugliamento marittimo lungo le coste italiane.
Lunedì notte, secondo le notizie pervenute, la guardia di finanza italiana ha aperto il fuoco contro un'imbarcazione con a bordo migranti e richiedenti asilo egiziani, ferendo il pilota.
"Una 'emergenza umanitaria' richiede una risposta umanitaria, non una risposta del tipo 'legge e ordine'" - ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. "Ciò significa che le imbarcazioni che trasportano migranti e richiedenti asilo provenienti da Tunisia, Egitto e altri paesi nordafricani, non devono essere rimandate indietro. Ogni persona in arrivo dev'essere trattata con dignità, garantendole assistenza e accesso a un'equa procedura d'asilo".
Ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all'aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa.
L'Italia ricorre regolarmente alla detenzione dei migranti irregolari e in passato ha proceduto a espulsioni di massa, in violazione del diritto internazionale.
"La detenzione dev'essere considerata l'ultima opzione, non una risposta automatica. Nessuno dev'essere rimandato indietro prima che gli sia stata data la possibilità di spiegare la sua situazione e chiarirne le circostanze. In ogni caso, non devono esserci espulsioni forzate di massa" - ha aggiunto Duckworth.
Frontex, l'agenzia dell'Unione europea per la sicurezza della frontiera esterna, ha accettato la richiesta italiana d'assistenza per fermare gli arrivi dei migranti dal Nord Africa.
"Il principale obiettivo di qualunque pattugliamento in acque nazionali o internazionali, svolto dall'Italia, dalla Tunisia o da qualsiasi altro soggetto come Frontex, dovrebbe essere quello dell'incolumità e della sicurezza delle persone trovate in mare" - ha aggiunto Duckworth.
Amnesty International ha sollecitato le autorità dell'Italia e l'Unione europea a proteggere i diritti umani di migliaia di migranti provenienti dalla Tunisia e diretti verso l'isola di Lampedusa o la terraferma italiana.
Oltre 4000 persone sono arrivate in Italia negli ultimi giorni, all'indomani delle tensioni politiche in Tunisia. In passato, vi sono state molte denunce relative a richiedenti asilo provenienti da paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cui diritti umani sono stati violati in Italia.
"Mentre abbiamo presente la sfida costituita dalla gestione di flussi migratori misti e molto ampi, le autorità competenti devono assicurare che non si verifichino altri episodi in cui i diritti umani dei richiedenti asilo siano violati" - ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa ed Asia centrale di Amnesty International. "Le autorità competenti devono assicurare che chi intende chiedere asilo politico sia in grado di accedere a procedure d'asilo eque e soddisfacenti sul territorio e sia informato dei suoi diritti".
"Nessuno dovrebbe essere rinviato con la forza verso un paese dove sia a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani o senza un'adeguata valutazione delle circostanze e delle necessità di protezione. Ogni decisione di porre in stato di detenzione una persona dovrebbe essere presa su base individuale".
Ampi gruppi di persone sono stati costretti a dormire all'aperto per diversi giorni prima che le autorità italiane riaprissero il centro di accoglienza di Lampedusa.
Le autorità italiane hanno definito il recente afflusso di migranti "un'emergenza umanitaria" e hanno pubblicamente chiesto all'Unione europea, attraverso l'agenzia Frontex, assistenza per fermare gli arrivi dal Nord Africa.
Il ministro degli Affari Esteri ha annunciato il rafforzamento dei pattugliamenti lungo le coste italiane insieme a meccanismi "che fino a un mese fa avevano portato a zero l'immigrazione clandestina".