giovedì 22 settembre 2011

Stati Uniti, messo a morte Troy Davis



Amnesty International ha condannato la decisione delle autorità della Georgia di mettere a morte Troy Davis. Davis, 42 anni, nel braccio della morte dal 1991, è stato messo a morte con un'iniezione letale nella prigione di Jackson nella tarda serata di ieri, nonostante sussistessero forti dubbi sulla sua colpevolezza. All'inizio della giornata, in Iran era stato impiccato in pubblico un ragazzo di 17 anni, condannato per l'omicidio di un noto atleta, nonostante il divieto internazionale di mettere a morte minorenni al momento del reato. Tra le due esecuzioni, in Cina veniva messo a morte un cittadino pachistano giudicato colpevole di spaccio di stupefacenti, sebbene i reati di droga non ricadano nella categoria dei "crimini più gravi" di diritto internazionale. "È stato un giorno terribile per i diritti umani nel mondo. Questi tre paesi si sono sfilati dalla tendenza globale verso l'abolizione della pena di morte" - ha dichiarato Guadalupe Marengo, vicedirettrice per le Americhe di Amnesty International. "I paesi che mantengono la pena di morte spesso si difendono sostenendo di agire in linea col diritto internazionale. Quanto è successo ieri lo smentisce clamorosamente" - ha aggiunto Marengo. Gli attivisti e le attiviste di Amnesty International stanno portando avanti un'intensa campagna contro la pena di morte. Negli ultimi giorni, avevano consegnato alle autorità della Georgia quasi un milione di firme per chiedere la commutazione della condanna di Davis. Manifestazioni si erano svolte in oltre 300 città di ogni parte del mondo, Italia compresa.